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"Gambarie - Montalto" PDF Stampa E-mail

Altitudine: minima 1304 m., massima 1956 m.

Tempo di percorrenza: 7/8 ore (andata e ritorno)

Difficoltà: E

Segnavia: rosso –bianco – rosso

Il bronzo del Cristo benedicente e della Rosa dei Venti, che porta la mente a tempi antichi e località remote, sono i simboli che adornano e individuano Montalto, vetta più alta d’Aspromonte.Unico e spettacolare è il panorama di cui si può godere dalle due gibbosità che caratterizzano la parte sommitale della montagna (da qui anche il toponimo monte Cucuzza).Osservando l’orizzonte in senso orario l’escursionista potrà scorgere, ad Est, le vallate del Condojanni, del Careri e del Buonamico, con i monoliti di Pietra Cappa, Pietra Castello, Pietra di Febo e i paesi costieri dell’alto jonio. A Sud Est, Croce di Dio sia lodato con la vallata dell’Aposcipo. A sud, i piani di Bova. A Sud Ovest, l’Etna fumante che influenza con la sua maestosità il paesaggio Aspromontano. A Ovest, la Sicilia. A Nord Ovest le Isole Eolie con lo Stromboli.A Nord, la costa tirrenica fino a Capo Vaticano, la Piana di Gioia Tauro e la dorsale appenninica - la via Grande - fino alle Serre ed anche oltre in particolari condizioni meteorologiche.Grazie alla sua posizione, centrale e dominante rispetto all’acrocoro aspromontano, Montalto è il punto nodale della giovane rete di itinerari per escursionisti che interessano ormai tutto l’Aspromonte e si spingono fino alle Serre.Dalla sua vetta si dipartono due importanti sentieri: il Sentiero Italia (C.A.I.) che scende a Polsi, al lago Costantino e San Luca, per risalire, poi, fino a Pietra Cappa e quindi a Zervò dove si immette nel Sentiero del Brigante; il sentiero Montalto-Samo (G.E.A.) che, superato Canovai, prosegue fino a Croce di Dio sia Lodato e poi, lungo il crinale, scende fino a Samo, l’antica Precacore, paese di origine greca a pochi minuti dalla costa ionica. Nei pressi della vetta di Montalto, poi, passa il sentiero che da Bova conduce a Delianuova (G.E.A.). E’ questa l’antica via percorsa dagli abitanti di Delia, cittadina magno-greca della costa ionica, per fondare Paracorio, uno dei due nuclei abitati che caratterizzano Delianuova, centro Aspromontano a ridosso della piana di Gioia Tauro.Per tutti questi motivi, ma anche per la spettacolarità dell’alba e del tramonto, per il silenzio irreale e per la indescrivibile sensazione di libertà che pervade chi raggiunge la vetta, Montalto è, per l’escursionista, una meta obbligata.L’itinerario si snoda prevalentemente in salita immerso tra faggete e abetaie.Quando, nelle radure e nei declivi, ma anche nelle ferite inferte alla montagna dai tagli per la realizzazione delle piste da sci, si aprono squarci nella vegetazione, l’escursionista potrà godere di panorami indimenticabili: con un solo sguardo, infatti, potrà osservare i fumi dell’Etna e dello Stromboli.Il sentiero ha inizio lungo la SS 183, a circa 300 metri dalla piazza Mangeruca di Gambarie (m.1304), in direzione nord-est, e sale dolcemente, ai margini dei Terreni Rossi o Bosco di Gambarie, fino ad intercettare l’Acqua a Vace (m.1342), un fiumiciattolo che va ad alimentare il torrente Saltolavecchia.Superato il corso d’acqua il sentiero sale bruscamente, verso sinistra, per un centinaio di metri e poi prosegue a mezza costa fino a quando non si perde nella pista da sci che da Monte Nardello scende verso Rumia.Si sale, a questo punto, lungo la ripida pista fino a quando, dopo un centinaio di metri, si piega a sinistra per riprendere il sentiero di mezza costa che si snoda tra le faggete e che, superato un pittoresco corso d’acqua, sale fino alla sorgente detta Acqua della Face (m.1725). Con una breve ma ripida salita, che ha inizio alle spalle della sorgente, il sentiero guadagna la cosiddetta Piazza Nino Martino (m.1838).Si piega a sinistra, evitando di proseguire lungo la più agevole strada sterrata, e si scende lungo un sentiero, quasi sempre immerso nella vegetazione, che scende fino alla località Caddeo e risale poi fino a Portella Materazzi o Materazzelli (m.1825) con le sue caratteristiche radure.Si prosegue a questo punto lungo la strada asfaltata, lasciando sulla destra una vecchia costruzione in cemento, fino ai piedi di Montalto. Una agevole mulattiera, che sale dolcemente tra faggi e abeti, o un sentiero a gradoni, più breve ma più impegnativo, conducono, in pochi minuti, alla vetta (m.1956).
 

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