Itinerari per escursionisti nel comprensorio di Gambarie

 

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 La storia

Il 6 agosto 1988 a Gambarie di Santo Stefano in Aspromonte, nel corso di una manifestazione che ha richiamato un pubblico numeroso e interessato, alla presenza di autorità civili e militari, il GEA- Gruppo Escursionisti d’Aspromonte -, affidava alla collettività la prima rete organica di itinerari per escursionisti mai realizzata in Aspromonte.

Nella stessa giornata veniva distribuita la prima “mappa dei sentieri” del comprensorio di Gambarie e scoperto il tabellone, con la riproduzione della “mappa dei sentieri”, che ancora oggi fa mostra di sé in piazza Mangeruca.Quella di dotare l’Aspromonte di una rete di itinerari per escursionisti è stata l’idea attorno alla quale è nato e si è sviluppato il più ampio progetto culturale ed operativo del G.E.A. che ha come obiettivo la promozione della montagna Aspromonte ed il suo sviluppo economico e sociale. Era del tutto evidente che l’Aspromonte,  noto ai più per fatti di cronaca nera piuttosto che per le sue risorse naturali e ambientali, la sua storia e le sue tradizioni, avesse bisogno di un “segnale” che indicasse la via da percorrere per uscire dallo stato di marginalità, al quale lentamente era stato relegato, e mettersi al passo con le altre montagne d’Italia e d’Europa.I “sentieri”, in quest’ottica, rappresentavano l‘infrastruttura indispensabile per favorire la conoscenza dell’estrema montagna meridionale e con essa la valorizzazione delle sue risorse.   Sono stati necessari due anni di intenso lavoro e il contributo di tutti i Soci del GEA per individuare, segnare e tabellare gli oltre 70 km di sentieri che si sviluppano nel cuore della montagna toccando gli angoli più suggestivi del comprensorio.La rete è composta da cinque sentieri (successivamente è stato realizzato il sesto, Gambarie-Montalto ) ai quali è stato attribuito il nome di un colore (rosso, giallo, verde, azzurro, arancio). Tutti i sentieri sono stati dotati di segnavia (strisce di vernice) del colore corrispondente al nome e di frecce direzionali con indicazione della prossima località da raggiungere e del tempo di marcia necessario.Caratteristica dei sentieri, che partono e si concludono a Gambarie, è quella di essere percorribili nei due sensi di marcia e di essere inequivocabilmente identificabili attraverso il colore dei segnavia.La scelta di individuare i sentieri con colori diversi l’uno dall’altro non è stata casuale ma è stata dettata dalla consapevolezza che, all’epoca della loro realizzazione e ancora oggi, era molto diffusa la paura di inoltrarsi nei boschi: nell’immaginario collettivo l’Aspromonte altro non era che una montagna infida e impenetrabile, covo di banditi e di latitanti.La possibilità di inoltrarsi nei boschi e di ritornare sui propri passi seguendo, come Pollicino nella famosa fiaba di Perrault, i segnavia colorati ci è sembrato, ed i fatti ci hanno dato ragione, il modo migliore per fare germogliare, anche in Aspromonte, la pratica dell’escursionismo. L’iniziativa del G.E.A. è stata accolta con entusiasmo dagli appassionati di montagna e con un certo scetticismo dagli operatori turistici che hanno impiegato del tempo prima di apprezzarne la valenza sociale ed economica.La stampa, locale e nazionale, ha dedicato ampio spazio all’iniziativa soffermandosi anche sulla sua valenza sociale e i cinque sentieri realizzati dal G.E.A. sono stati inseriti nello studio degli itinerari per escursionisti europei curato da Bruno Gandino, Edizioni  URBAFOR, - MARKETING DELL'ACCOGLIENZA, INNOVAZIONI, TECNICHE, ESPERIENE.Negli anni successivi alla realizzazione dei sentieri e fino al 1994, anno in cui è stato costituito l’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte,  il G.E.A. ha provveduto a manutenere e rendere agibili i cinque sentieri producendo anche una nuova e più aggiornata mappa.Dopo la costituzione dell’Ente Parco, che ha recepito e integralmente proposto i cinque sentieri in tutte le sue pubblicazioni, comprese quelle destinate alle scuole, i sentieri non sono stati più manutenuti e la segnaletica verticale (tabelle in legno) è andata perduta. Anche il tabellone di Piazza Mangeruca appare datato e necessita dei necessari aggiornamenti.E’ auspicabile che nel prossimo futuro, considerato che sono trascorsi ben quattordici anni dalla costituzione dell’Ente, si creino le condizioni per definire un realistico e funzionale piano dei sentieri che, superata l’interminabile fase di studio, offra in concreto all’escursionista la possibilità di percorrere e conoscere l’Aspromonte.