Aspromonte, tra sogno e realtÓ un'altra idea di sviluppo territoriale
GAZZETTA del SUD - Loredana Nicolò, 6 aprile 2010

Reggio Calabria

L'Aspromonte: per alcuni è il luogo dove recarsi di tanto in tanto per fare rifornimento d'acqua a una delle numerose sorgenti; per altri è territorio ideale per raccogliere funghi e castagne in autunno o praticare la caccia; per altri ancora è la meta insostituibile in occasione di festività canoniche quali primo maggio e ferragosto: grandi abbuffate e altrettante grandi scie di rifiuti. Per tanti è la passeggiata domenicale nella piazza di Gambarie e, ancora, per molti l'Aspromonte è montagna infida e impenetrabile che non ha nulla da offrire al visitatore. Ben oltre tutti questi assunti va l'attività del Gruppo escursionisti d'Aspromonte (Gea), come spiega il presidente Sandro Casile: «Il programma del Gea non è un semplice calendario delle attività associative destinato al circuito interno al sodalizio, bensì un invito alla conoscenza del territorio rivolto agli appassionati della montagna, agli escursionisti e, soprattutto, a chi considera l'Aspromonte un'entità fisicamente e culturalmente distante, un pesante fardello del quale fare volentieri a meno. Sono molti quelli che non sanno che quasi tutta la provincia di Reggio Calabria, dalla collina alla montagna, dalle coste scoscese del Tirreno alle cimose costiere dello Ionio, è Aspromonte».– Quindi, conoscenza come strumento per tutelare, valorizzare e promuovere il territorio?«Conoscere il territorio e le sue risorse naturali, ambientali, storiche e antropologiche è il primo indispensabile passo per disegnare un percorso di sviluppo socio-economico in grado di rivitalizzare i paesi montani e pedemontani e restituire ai suoi abitanti l'opportunità di essere attori del proprio destino. Sono troppi i paesi abbandonati o popolati da poche centinaia di abitanti, perlopiù anziani. Poche, isolate e meritevoli di maggiore attenzione e sostegno sono le iniziative dei privati che offrono servizi a chi desidera conoscere l'estrema montagna meridionale».– Vari gli appuntamenti in calendario durante l'arco del 2010: cosa merita una segnalazione?«Tra fine maggio e i primi di giugno il Gea ospiterà e guiderà, lungo i sentieri d'Aspromonte, un centinaio di escursionisti, soci del Cai di Valdarno Superiore e Foggia: sarà l'occasione per fare apprezzare agli ospiti il patrimonio naturalistico, paesaggistico culturale e storico della nostra montagna attraverso un viaggio a piedi che li porterà a Montalto, vetta d'Aspromonte, al sottostante Santuario di Polsi, al monolite di Pietra Cappa e alle pittoresche cascate del Ferraina e dell'Amendolea. Percorreranno i sentieri del bacino di cultura grecanica e avranno modo di conoscere Bova e Roghudi, paese simbolo d'Aspromonte, dichiarato inagibile a causa del dissesto idrogeologico e abbandonato dai suoi abitanti da oltre 40 anni, appollaiato su un piccolo sperone di roccia incuneato tra gli alvei delle fiumare Amendolea e Furria, Roghudi vive in completa solitudine ed è la metafora di una montagna che manifesta tutta la sua energia e il suo voler vivere ostinato, contro tutto e tutti».– L'escursionismo si conferma, dunque, un importante volano di sviluppo del territorio...«Sono diversi milioni gli escursionisti che animano le aree montane più attrezzate d'Italia e d'Europa, favorendo il nascere e il consolidarsi di una diffusa economia di montagna. L'Aspromonte, a causa delle vicende storiche, della marginalità economica e sociale, dell'esodo delle popolazioni verso il mare e dei gravi fatti di cronaca, che ne hanno pesantemente condizionato l'immagine, sembra non essere in grado di attrarre importanti flussi di visitatori. Eppure, proprio a motivo di ciò, l'Aspromonte si è conservato sostanzialmente integro e potrà percorrere, a determinate condizioni, la china della rinascita contando sulle sue risorse povere, le "risorse-non risorse" come l'acqua, la terra, gli alberi, il paesaggio e i panorami che fanno dell'estrema montagna meridionale l'ultima frontiera dell'escursionismo continentale».– Ma tutela e valorizzazione a chi toccano principalmente?È compito dell'Ente Parco tutelare, conservare, valorizzare, promuovere le risorse e individuare un percorso di crescita che ponga al centro gli uomini e le donne d'Aspromonte. Solo l'uomo, con la sua operosità, la sua storia e le sue tradizioni, può animare il paesaggio e determinare lo sviluppo dell'Aspromonte destinato, altrimenti, a una perenne marginalità».– A parte le escursioni, proporrete altre iniziative anche ai non soci?«Anche quest'anno, in agosto, tra i boschi d'Aspromonte riecheggeranno i suoni e le melodie del Coro polifonico "San Paolo" di Reggio Calabria. L'evento si svolgerà in montagna, lontano dai luoghi abitati, laddove il silenzio, lo splendore della natura e gli indimenticabili panorami esalteranno il rapporto tra uomo e ambiente naturale. Gli escursionisti, gli appassionati di montagna e di musica e i gitanti raggiungeranno, con una breve e facile escursione, la radura dove si terrà il concerto che, naturalmente, prevede un repertorio di canti di montagna e di canti legati alla tradizione della nostra terra. Il programma dettagliato sarà pubblicizzato a partire da luglio».